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Si-Energie, un progetto di laboratori doposcuola e un osservatorio sulle famiglie

A Bellinzago molti ragazzi della scuola primaria e della secondaria di primo grado fruiscono di un servizio doposcuola che non si limita solo allo svolgimento pomeridiano dei compiti, ma li coinvolge in prima persona in laboratori sportivi e ludico-espressivi. Da dieci anni il comune di Bellinzago novarese, in sinergia con Cisas, Caritas, Fablab e un’associazione musicale, ha avviato un progetto di doposcuola che si svolge due volte la settimana nei locali dell’Oratorio Vandoni.

Collaborano alcune figure indispensabili all’avvio del servizio, quali un educatore, un OSS, un insegnante volontario di matematica e uno di lettere e alcuni volontari dell’Associazione ATEAS. I bambini frequentanti giungono da famiglie fragili e in difficoltà e la metà di loro è in carico ai servizi socio-assistenziali; l’altra metà viene avvicinata tramite il passaparola o la scuola, in cui sono proprio gli insegnanti i primi a suggerire alla famiglia la frequentazione per migliorare lo studio e l’apprendimento. Il servizio prevede che i ragazzi svolgano i compiti nella prima parte del pomeriggio, possano poi giocare liberamente e partecipino, infine, a uno dei laboratori proposti. Il servizio è gratuito e prevede solo una quota per la tessera associativa dell’oratorio, come copertura assicurativa. Ivan Piana, educatore territoriale, attivo in Si-energie con il ruolo di coordinamento tra le famiglie e la scuola, ci ha spiegato quanto il progetto sia un osservatorio speciale e fondamentale per individuare quali siano i disagi dei bambini e dei ragazzini a vari livelli, scolastico o familiare. Il servizio diventa il luogo in cui conoscere il bambino, comprenderne i comportamenti e avvicinarlo senza l’imbarazzo che comporta la presa a carico dei servizi sociali. Alla fine del mese di novembre ci siamo introdotti al doposcuola per conoscere gli operatori, i volontari e fare due chiacchiere anche con i ragazzi. E’ stato un momento carico di condivisione in cui abbiamo toccato con mano la multiculturalità presente all’interno del gruppo e la passione di chi spende il proprio tempo per l’educazione extrascolastica di molti ragazzi. Abbiamo sperimentato che l’oratorio, un luogo ben connotato e non laico, ha aperto le porte alle famiglie di altre religioni ed esse stesse si sono messe in gioco per non farsi scappare l’opportunità offerta dalla scuola e dai servizi. Per coinvolgerle ulteriormente, a Natale e alla fine dell’anno scolastico sono organizzati momenti conviviali e comunitari.

03 gennaio 2018 - Barbara Mastria
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