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“Senza Zaino” una scuola fatta anche dai genitori

Una scuola comunità, che insegna ai bambini l’autonomia, la responsabilità e il vivere insieme. Questi sono i pilastri di “Scuola Senza Zaino”. Venerdì 25 Novembre ad Invorio si è parlato del perché del progetto Senza Zaino. Da alcuni anni, infatti, nelle classi della Primaria e della Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo del Vergante, si va a scuola senza libri e senza zaino, portando con sé solamente un tablet, sul quale gli alunni possono caricare da casa i documenti, le slides e i file audio messi a disposizione dagli insegnanti. Ma questo non basta!

Infatti, “Senza Zaino” rivoluziona anche le modalità di insegnamento, il quale da frontale si tramuta in un modello di socializzazione, con tante attività di gruppo, in collaborazione con i genitori. E’ proprio il tema della condivisione che ci ha più colpiti.

La collaborazione delle mamme  e dei papà sono uno dei fattori caratterizzanti di questo metodo: Marco Orsi ideatore del progetto dichiara infatti che “la scuola deve trovare delle forme nuove di coinvolgimento dei genitori, ad esempio i genitori collaborano nel sistemare gli ambienti scolastici. E’ bello che il bambino si renda conto che l’aula dove lavora, dove fa le attività, è realizzata anche dal proprio genitore”.

L’apporto dei genitori non si ferma alle aule, infatti vengono coinvolti anche in vere e proprie lezioni dove il mestiere o la passione del genitore viene messo al servizio della classe; a riguardo Marco Orsi ci dice: “Valorizziamo i genitori anche per le competenze che hanno, per esempio il genitore medico lo coinvolgiamo quando studiamo il sistema circolatorio, mentre se c’è un falegname, può spiegare come usa la geometria nel suo lavoro“. Insomma, una scuola che pesca nella comunità che ruota attorno al bambino le risorse necessarie alla sua crescita ed istruzione.

La cosa bella di questo modello poi è che è condiviso! Ai genitori viene spiegato il modello educativo che viene utilizzato a scuola che si basa su tre principi, l’ospitalità, l’autonomia e la responsabilità. Alle famiglie  si chiede di provare ad applicare questo modello anche a casa. Il dott. Orsi soffermandosi in particolare sulla responsabilità ci dice “questi bambini vanno abituati ad assumersi dei compiti importanti, ad accogliere delle sfide e a lavorare in modo autonomo. La cura eccessiva non fa crescere”. Questo approccio fa crescere anche le famiglie e le riporta al centro dell’educazione a fianco degli insegnanti in un progetto di scuola condivisa.

E i docenti invece? Come hanno preso questa cambio di paradigma? Gli insegnanti delle classi dell’Istituto Comprensivo di Invorio con cui abbiamo parlato che applicano il modello, sono soddisfatti dei risultati raggiunti e sottolineano come esso permetta di creare un percorso formativo proprio e personale per ogni studente, adattandolo alle capacità, alle esigenze e agli stimoli dei ragazzi.

In conclusione non possiamo che augurarci che altre scuole del nostro territorio si facciano coinvolgere da questo modello.  Pensiamo possa essere un modo per rilanciare la questione educativa ed un modo per unire le famiglie. Un grande in bocca al lupo a tutte le docenti dell’Istituto del Vergante.

www.marcoorsi2002.blogspot.it

29 novembre 2016 - Alessandra Martinetti
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