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Mamma, Papà! Ma voi, che lavoro fate?

Avete mai spiegato il vostro lavoro ai vostri figli? E’ la situazione in cui si sono trovate l’Ingegnere Roberta Tredici, mamma di tre bambini, e l’Architetto Cacopardo, mamma di due, professioniste dello spazio di co-working ad Arona. Nasce proprio dall’idea di conoscere le attività lavorative delle mamme e dei papà che lavorano nello spazio di co-working in Via XIV Aprile, il laboratorio “Che lavoro fanno i grandi?”. Proprio perché si tratta di uno spazio di lavoro condiviso, caratterizzato dal tema delle professioni, le mamme e i papà del Co-Baby hanno trovato interessante raccontare il proprio lavoro in maniera giocosa, accettando così la sfida di farsi coinvolgere attivamente in prima persona. Con cadenza mensile, verranno coinvolte anche persone esterne allo spazio, per offrire ai bambini una proposta educativa ancora più ampia, senza concentrarsi solo su coloro che lavorano nello spazio di co-working, come sottolinea Mara, tirocinante di Family Like che si occupa del Co-Baby. Si è partiti con il laboratorio per raccontare la professione dell’architetto, dell’ingegnere e del progettista, per poi proseguire alla scoperta del tema dell’alimentazione, delle energie rinnovabili e della grafica.

Il primo laboratorio, tenuto dall’Ingegnere Roberta Tredici e dall’Architetto Emanuela Cacopardo, ha portato i bambini a scoprire, dapprima, gli attrezzi e gli strumenti del mestiere, come le scarpe antinfortunistiche utilizzate in cantiere o le squadre per disegnare i progetti in ufficio, attraverso una caccia al tesoro. Una volta trovati tutti gli oggetti e spiegata, attraverso essi, la professione, si è passati ad un’attività più pratica. Ai bambini è stato consegnato il disegno dell’edificio della sede della Cooperativa, ragionando insieme a loro sullo Spazio Co-Baby, sulla condivisione degli spazi e sull’importanza del rispetto come base per una buona convivenza tra gli adulti che vi lavorano e i bambini che vivono lo spazio. Proprio a questi ultimi è stato chiesto di posizionare il disegno di alcuni oggetti sulla pianta dell’edificio, per capire come i piccoli desiderano e si immaginano il luogo del tempo libero. L’ultima parte del laboratorio ha visto trionfare il gioco di ruolo: i bambini, divisi in due gruppi, sono stati truccati e travestiti da clienti, per poter simulare la richiesta della commissione di una casa ideale. L’arma vincente del laboratorio è stato proprio il gioco, che ha permesso alle mamme lavoratrici di raccontare la complessità della professione, mettendosi molto in discussione per riuscire e narrarla in maniera differente, come sottolinea l’Architetto Cacopardo, “uscendo un po’ dagli schemi, per riuscire a trasmettere ai piccoli la nostra passione e fornendo loro gli ingredienti per il futuro, perché possano trovare la propria strada”. Il laboratorio è stato un vero successo, tanto che un bambino, ad attività conclusa, ha esclamato “voglio fare l’ingegnere!” ed è stato emozionante, come sottolinea l’Ingegnere Tredici, “vedere come alcuni concetti sulla sicurezza, sulla salubrità e sul fatto che in casa si deve stare bene, che per gli adulti non sono di immediata comprensione, per i bimbi sono stati istintivi. Lasciarsi guidare dalle regole della natura, quindi dalle regole dei più piccoli, anche per progettare, è il segreto di una buona progettazione!”.

05 aprile 2017 - Alessandra Martinetti
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